Sull’isola di Dongyu, nella provincia di Hainan, nel sud della Cina, si è aperta la conferenza annuale del Boao Forum for Asia.
I delegati in una calda e piacevole giornata primaverile si sono trovati in un ambiente di fantascienza ecologica, dove con un semplice codice QR un braccio robotico preparava tè e caffè utilizzando energia pulita. Dal punto ristoro potevano ammirare un impianto fotovoltaico che irradiava un bagliore delicato e le turbine eoliche a forma di fiore giravano, generando elettricità verde per gli edifici vicini. Lì un cubo di riciclaggio avanzato smista i materiali e li converte in “crediti di carbonio”, che possono essere scambiati con ricompense ecologiche.
Tutto questo è Boao, la prima zona cinese a zero emissioni di carbonio, un esempio pionieristico di sviluppo sostenibile, con un territorio che si estende per circa 190 ettari, dove si intende armonizzare il rapporto tra uomo e natura, integrando tecnologia all’avanguardia con difesa della biodiversità.
Secondo Liu Hongwen, ingegnere del dipartimento di trasformazione digitale e innovazione tecnologica di COSCO SHIPPING Boao Co., Ltd., questi sforzi hanno portato a una drastica riduzione delle emissioni di anidride carbonica, da 12.000 tonnellate nel 2019 a sole 470 tonnellate nel 2024, con una diminuzione del 96,2%.
Uno dei principali punti di forza della zona risiede nella sua capacità di generazione di energia. La zona produce circa 32 milioni di kWh di elettricità verde all’anno, quasi il doppio della sua domanda di 17 milioni di kWh. L’energia in eccesso viene immessa nella rete, contribuendo a un risparmio annuo di 7.720 tonnellate di risorse a zero emissioni di carbonio,
La mobilità sostenibile è un’altra iniziativa chiave, promuovendo il pendolarismo ecologico attraverso biciclette che generano elettricità.
La zona si concentra su quattro strategie:
- Utilizzo di energia rinnovabile
- Trasporto ecologico
- Crescita della Biodiversità
- Architettura Ecologica


La zona dimostrativa servirà come trampolino di lancio per la creazione di un istituto di ricerca dedicato alle tecnologie verdi e a basse emissioni di carbonio. Questa piattaforma sosterrà anche la certificazione internazionale dello standard cinese “zero emissioni di carbonio” ed esplorerà i meccanismi regionali di scambio del carbonio, secondo la China Academy of Urban Planning and Design (CAUPD).
Zeng Youwen, ingegnere capo della filiale CAUPD di Hainan, ha affermato che l’obiettivo è replicare questo modello a livello nazionale e persino globale, dimostrando che la crescita economica e la protezione dell’ambiente possono andare di pari passo. Nel marzo di quest’anno, i risultati raggiunti della zona dimostrativa hanno ottenuto la certificazione di area operativa a zero emissioni di carbonio dall’Agenzia Tedesca per l’Energia.
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